Fonderia Artistica Di Giacomo

Fonderia Artistica Di Giacomo

Alla Sanità l’Antica Fonderia Artistica Di Giacomo.

Intervista di Gaia De Giovanni per Elite Campania Magazine.

Artisti del calibro di Gemito, Paladino e Pirozzi hanno fuso le proprie sculture in questa fornace. Giunta alla terza generazione, la Fonderia utilizza ancora il metodo “ a cera persa”.

A Napoli sopravvivono antichi mestieri che si tramandano in generazione in generazione e che continuano a tenere alta l’immagine della città nel mondo.

L’antica Fonderia Artistica G. Di Giacomo è una di queste realtà. Una vecchia stalla ristrutturata negli anni, nel cuore del Rione Sanità e, impensabile per molti, immersa nel verde. E’ qui che artisti del calibro di Vincenzo Gemito, Mimmo Paladino, Augusto Perez e Giuseppe Pirozzi realizzano le proprie opere.

Oggi la Fonderia è affidata ai fratelli Marcello e Giuseppe Di Giacomo, nipoti del capostipite: “A ridosso della Seconda Guerra Mondiale, mio nonno – spiega Marcello – decise di mettersi in proprio e di aprire una sua fonderia. Grazie all’amicizia di Vincenzo Gemito e al passaparola il lavoro non è mai mancato. A lui, anni dopo, entrò in fonderia un giovane, di guardò intorno e chiese a mio padre di realizzare per lui tre sculture di grandi dimensioni. Era la prima volta che arrivava una commissione così imponente per misure e quantità. Convinto di essere stato deriso, mio padre chiese informazioni all’Accademia di Belle Arti e scoprì che quel giovane era Mimmo Paladino. Da allora il sodalizio con il Maestro non si è mai interrotto”.

Curiosando tra gli scaffali, infatti, ci si imbatte in numerose opere di Paladino, un’emozione unica.

La Fonderia utilizza ancora oggi l’antico metodo della “cera persa”, un a procedura lunga e complessa, occorrono mesi per la lavorazione di una singola scultura, ma il risultato resta a distanza di secoli, il migliore. “ ‘L’Artista ci porta un’opera in materiale duro –  continua Marcello –  creta o legno. Su questa base realizziamo un primo stampo detto negativo in silicone materiale elastico facilmente plasmabile. Da qui si procede con la creazione di un positivo in cera.

L’opera viene poi rivestita di cannucce in cera spessa 3 -4 millimetri e ricoperta di materiale refrattario di risulta. Così strutturata la scultura entra nel forno per subire uno choc termico. Nei sette giorni di cottura la temperatura esterna raggiunge i 45 gradi e la cera lentamente si scioglie lasciando un vuoto all’interno degli stampi. E’ in questo spazio che si cola successivamente, il metallo: bronzo o alluminio che sia. Si lascia per qualche giorno sotto terra a compattarsi e raffreddare, poi si cesella e si patina”.

La stessa procedura veniva utilizzata dai Greci e Romani, non è cambiato nulla. Tantissime le sculture realizzate dai due fratelli anche su commissione di pubbliche amministrazioni, come il palazzo del Te a Mantova che ospita un cavalo in alluminio, tutti ricorderanno al Montagna di sale realizzata dinnanzi al Duomo di Milano. Madre Teresa di Calcutta, in Via Tasso, la fontana di bronzo alla stazione ferroviaria di Napoli, la scultura posta nel Padiglione Zeno dell’Expò di Milano, l’imponenza di Federico II all’ingresso dell’Università di Napoli e poi i portali come quello realizzato a San Giovanni Rotondo.

“E’ bello vedere come le opere da noi create o che abbiamo contribuito a sviluppare – spiega Giuseppe –  son in giro per l’Italia. Questa è la nostra più grande soddisfazione. E’ emozionante anche per il nostro territorio, per il rione Sanità, noto alle cronache sempre per le negatività e mai per ciò che di splendido può offrire”. Per ammirare i lavori dei F.lli Di Giacomo: www.fonderiadigiacomo.it

Gaia De Giovanni

Elite Campania Magazine

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