Fonderia Artistica é conoscenza

Fonderia Artistica é conoscenza

“Raffigurare la conoscenza per il padiglione zero”, questo fu chiesto al maestro Paladino dagli organizzatori dell’Expo di Milano, un impresa tutt’altro che facile, una vera e propria sfida.

In un mondo in cui tutto viene definito conoscenza ma la vera conoscenza conserva ancora le sue caratteristiche di umiltà e profondità umana, tipiche del concetto antropologico che rappresenta, è necessario cogliere l’essenza reale della conoscenza stessa per poterle donare un aspetto.

Quali forme, dunque, avrebbero meglio raffigurato il concetto? Quali sfumature avrebbero tracciato i lineamenti di questa caratteristica impalpabile del genere umano? Arduo compito per il maestro Paladino, reso ancor più insidioso dalla destinazione d’uso dell’ opera stessa, l’esposizione culturale universale.

La sostanza della conoscenza è l’uomo e questa rappresenta in parte l’essenza di ogni uomo, un intreccio complesso ma non un groviglio, una concatenazione di stati che non è inestricabile ed offre un unica chiave di comprensione.

La società attuale crede nell’esistenza di un unicum culturale che sovrasta l’uomo, quasi come se la conoscenza possa esistere indipendentemente dall’ uomo e l’uomo debba essere ad essa sottomesso.
Il reale ruolo della conoscenza è invece quello di umile servitrice dell’uomo perché da esso stesso prende vita.

Fonderia Artistica Cultura

Fonderia Artistica è conoscenza

Il maestro Paladino ha compreso a pieno questo senso profondo della conoscenza essa obbedisce all’uomo e non è l’uomo che obbedisce ad essa, la conoscenza è un compagno di viaggio dell’uomo, prende vita da lui e soprattutto cresce con lui. Diversamente da altre figure che accompagnano l’uomo in quello straordinario viaggio che è la vita, la conoscenza è un amico silenzioso, quasi muto, disposto in ogni istante a fornire il suo aiuto.
Non un bagaglio pesante, come spesso tanti la rappresentano, ma un amico fedele con cui condividere silenziosamente esperienze crescendo insieme, così il maestro Paladino ha inteso rappresentare la conoscenza.
Umile, quindi china su se stessa, la conoscenza viene rappresentata da Paladino come un compagno fedele che riflette, studia silenziosamente, “guarda indietro, attraverso i libri, la storia, e guarda avanti il futuro” (Petrarca).

Così la scultura di Paladino guarda il mondo passato attraverso l’enorme libro posto sulle sue ginocchia, sulle ginocchia perchè la conoscenza va acquisita faticosamente e coinvolge tutto l’essere umano dalla testa ai piedi.

Ideata l’opera, l’impresa era tutt’ altro che conclusa, questa andava fusa in bronzo e solo i migliori artigiani avrebbero potuto far totalmente propria l’idea di Mimmo Paladino e riprodurla esattamente in ogni sfumatura.Così la scelta è caduta sulla Fonderia Artistica Di Giacomo, anni di esperienza e di collaborazioni con Paladino offrivano una garanzia totale per la realizzazione dell’ opera.

La conoscenza era nelle mani sagge degli artigiani della nostra fonderia artistica, ogni sfumatura, ogni lineamento doveva riprodurre l’idea di Paladino totalmente.

Un concetto ha però aiutato i nostri artigiani ad assorbire il pensiero dell’ opera:

 

Fonderia Artistica é

conoscenza

 

Rendendo oggetto questo concetto, facendo appello al passato della nostra Fonderia Artistica, i nostri maestri dell’arte sono riusciti, insieme a Mimmo Paladino, nell’impresa di dar vita alla figura della conoscenza.

Come la Fonderia Artistica Di Giacomo la conoscenza attinge a piene mani al suo passato ma guarda continuamente al futuro, come la conoscenza, la Fonderia Artistica Di Giacomo è da sempre una fedele compagna del maestro Paladino, lo è stata in questa e in tantissime altre avventure, cogliendo l’ aspetto emozionale intrinseco di ogni opera del grande artista campano.

Ad un anno dall’inizio dell’ esposizione universale era necessario ricordare lo sforzo effettuato per “dare vita” al cuore di Expò Milano 2015: “la conoscenza“.

 

 


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